Chissà cosa avrebbe detto Tiziano Terzani

Il passato è un’indispensabile guida per chi vuol visitare il presente o immaginarsi il futuro. In tutti i miei viaggi mi porto sempre dietro i libri di qualcuno che ha percorso quella strada prima di me. Non solo mi fanno compagnia, ma me ne servo come termine di paragone, come misura di quel che vedo.”, cosi scriveva Tiziano nella prefazione del suo libro la porta proibita

Grande conoscitore dell’Asia, Tiziano Terzani e’ stato un grandissimo giornalista e scrittore italiano. Ha trasformato la sua passione per il viaggio /conoscenza in lavoro ed e’ stato il primo corrispondente di una rivista occidentale (Der Spiegel) a stabilirsi a Pechino; verra’ poi espulso come racconta nelle memorie del libro La Porta Proibita ”perché ho scritto quel che ho scritto”. quasi I suoi libri stati nuovamente compagni di viaggio in Asia, in realtà avevo iniziato a leggere i suoi libri ultimi libri per poi tornare a ritroso

Di noi italiani c’era riuscito solo Terzani, all’epoca corrispondente per il settimanale tedesco Spiegel, nel lontano 1984. “Sono stato cacciato dalla Cina perché ho scritto quel che ho scritto” dichiarerà quando lo accuseranno di aver scritto male della Cina e del regime comunista solo perché era stato espulso dal paese (memorie raccolte ne La porta proibita).

A un certo punto qualcuno lo informò che c’era un cinese preposto a stilare un rapporto ogni volta che lo incontrava. Riuscì comunque a viaggiare in lungo in largo e a riuscire a suo modo a spiare il mondo che “la porta proibita” celava.

Poi però fu arrestato dalle autorità con le accuse di aver trafugato tesori nazionali e di vilipendio contro il governo. Finalmente fu trattato da vero cinese: lo spedirono in un campo di lavoro per “rieducarlo“. Solo alla fine fu espulso, come uno straniero si merita.

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